[tc] R: [FrontiereDigitali] la rete aperta e i suoi amici
MARCELLINO PIO RUSCA
ruscamar a mac.com
Dom 16 Mar 2008 16:06:27 CET
Il giorno 03/mar/08, alle ore 12:02, Fiorello Cortiana ha scritto:
> Alessandro, Athos ecc. vi ringrazio per le osservazioni che
> raccolgo. In particolare voglio far notare che ho, vedo
> incautamente, scitto attraverso il formato che la Provincia di
> Milano mette nei PC che abbiamo sul tavolo e non attraverso quello
> che uso da casa, saprò rimediare quando, raccolte tutte le
> osservazioni, metterò in rete il documento inviato ai contendenti
> elettirali, ciao Fiorello
Carissimo Dr. Cortiana,
a titolo strettamente personale sono comunque a complimentarmi con Lei
per quanto ha inviato.
La mia povera nonna soleva esortare "meglio qualcosa che niente del
tutto" e, come dichiarazione d'intenti non posso che trovare il Suo
elaborato più che buono.
Detto questo, mi permetta di confidarLe alcune mie riserve:
1) La P.A. italiana è, come in altre cose, molte, purtroppo,
incredibilmente arretrata. Di Open software si parla soltanto ma, in
realtà, praticamente tutto viaggia su PC, in ambiente Windows, usando
Internet Explorer ed Office come riferimenti univoci.
2) La stessa adozione delle smartcard in Sanità è palese dimostrazione
di quanto non si siano ben meditate le lezioni del mondo bancario e di
come non si riesca ad adattarsi alle nuove tecnologie. Ebbene, se
InterNet non è proprio un'idea nuovissima, la card è addirittura
storia antica. Eppure la questione è di disarmante semplicità: chi
vada ad uno sportello bancario della propria agenzia non ha bisogno
alcuno di carta bancomat, il ricoscimento ed il collegamento avvengono
con altri mezzi. La card (o smartcard) serve solo ad identificare con
relativa sicurezza l'Utente ove non sia altrimenti controllabile,
accedendo Egli autonomamente ad un terminale video (il bancomat) atto
all'erogazione di denaro. Ma se il Medico, la sportellista, un
qualunque funzionario addetto ha accesso direttamente al suo computer
collegato alla rete, la smartcard dell'Utente diventa solo un inutile
orpello poiché non apporta nessun dato nuovo, di per se, visto che il
tesserino del codice fiscale lo abbiamo già tutti in tasca, poco dopo
la nascita; ed i dati sanitari sono già in rete, quindi per lo stesso
mezzo accessibili; la smartcard è così solo un costoso doppione, un
serissimo danno economico, poiché Dio solo sa quanto stia costando
alla collettività mettere in piedi tutto l'inutile baraccone. E
naturalmente, il software messo a disposizione dalla Regione è solo
per PC, c.v.d.
3) Trovo gravissimo ed inesplicabile che la P.A. non utilizzi
piattaforme di lavoro aperte, dovrebbe essere semmai il contrario, chi
lavori per la collettività dovrebbe usare sempre e solo software open,
usando applicazioni chiuse, solo per PC o quant'altro, in casi davvero
eccezionali e molto ben documentati.
4) E' quindi davvero una cosa molto, ma molto grave quella che Lei
descrive, ovvero che PC+Windows+Office sia "il formato che la
Provincia di Milano mette nei PC che abbiamo sul tavolo". Dr.Cortiana,
non mi stancherò mai di ripeterlo, ma questo è il vero problema, il
nocciolo duro di tutto. Problema da anni tranquillamente risolvibile
con Unix [X-Windows, Linux, OS X, ecc.] e Java, consentendo, tra
l'altro, un grandissimo risparmio economico, basti pensare al non
dover più acquistare migliaia di licenze di prodotti Microsoft o
altrimenti proprietari. Sarebbe ancora più grave dover altrimenti
pensare che la P.A. pratichi della pirateria software per le proprie
dotazioni.
5) Naturalmente qualunque software prodotta dalla P.A. dovrebbe essere
di pubblico dominio e realizzato in architettura assolutamente aperta,
distribuito gratuitamente agli aventi diritto, visto che lo hanno
sempre e comunque pre-pagato tutti i cittadini con tasse e balzelli.
6) Mi permetto di precisare come gli "aventi diritto" siano
particolarmente i comuni cittadini. Sembrerebbe un'ovvietà, ma nel ns
Paese è tristemente necessario esser molto chiari, su questo specifico.
Quanto sopra non è nulla di strano o particolarmente futuribile, è
quanto già avviene dovunque nel mondo.
Buon lavoro, caro Dr. Cortiana, di gran cuore.
Marcellino Pio Rusca
ruscamar a mac.com
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