[tc] A sfavore del tracciamento Internet o del TC sono invece a favore di impronte digitali e tracciamento DNA.

Joseph Vinegar joe.vinegar a gmail.com
Gio 17 Lug 2008 09:28:38 CEST


Il 17 luglio 2008 8.53, Paolo Holzl <paolo a holzl.it> ha scritto:

[...]

> Sappiamo che tutte le tecnologie sono fallibili, falsificabili e che una
> forte concentrazione di dati estremamente personali in un unico posto è
> piuttosto pericolosa.

Qualsiasi tecnologia di controllo dà _troppo_ potere ai controllori,
sottraendolo ai controllati. Anche se i dati non fossero "concentrati"
ma in qualsivoglia modo accessibili, sarebbero una risorsa
inestimabile alla mercé di chiunque possa, legalmente e no,
usufruirne.
Ne prevediamo la disponibilità pubblica? Almeno sarebbe democratico,
anche se mi sembra davvero un _grosso_ sacrificio di privacy.
Se ne consentiamo l'accesso ad una ristretta cerchia di persone, con
procedure strettamente codificate e fortemente restrittive... siamo
fregati lo stesso: basta la minima crepa e l'edificio della sicurezza
crolla, e di solito il fattore umano si presta bene a fungere da
crepa, anche volendo rimanere in uno scenario improbabile di bona
fide.

> 1) modalità di raccolta
> 2) modalità di stoccaggio ovvero sì all'impronta/impronte in un
> microchip no a quella visibile all'esterno stile vecchia carta d'identità.
> 4) rigore assoluto nella gestione della banca dati centrale con
> procedure che diano a pochissimi in modo estremamente tracciato il
> diritto di accedervi.
> 5) divieto assoluto a chiunque di possedere archivi personali con tali
> dati (fatto salvo utilizzo proprio, ovvero io per accedere al mio PC ci
> tengo dentro le mie impronte)

Quis custodiet custodes ipsos? Lo so che è scontata, ma rimane calzante.
Il nocciolo della questione è che ciascuno dei punti indicati è
soggetto all'arbitrarietà, se non degli operatori, a quella dei
controllori.
E', al solito, un problema di fiducia, non tecnico.
Ed io non ho fiducia in astratto nelle istituzioni e nel concreto nei
singoli dipendenti, fallaci, corruttibili, deboli: umani.
Non è che ci siano poche garanzie che le cose funzionino in un modo
accettabile: non ce ne sono affatto.

Naturalmente queste sono opinioni personali, ed andrebbero suffragate
da prove e dati: non ne ho, ma mi rimane l'impressione che i punti
indicati, benché necessari e lodevoli, saranno puntualmente e
sistematicamente disattesi in modi creativi. C'è gente capace e
motivata per farlo. E gente abbastanza incompetente e demotivata da
minacciarli comunque.

> Penso che, per le persone oneste il rapporto costi/benefici sia
> nettamente a favore del tracciamento (pur consapevole di tutti i rischi
> e dei tanti argomenti a sfavore che esistono).

Le persone oneste saranno come al solito quelle che non avranno mezzi
per aggirare, sfuggire o rivolgere a proprio vantaggio questa perdita
di libertà.

> La spesso citata frase di Benjamin Franklin "chi è disposto a
> sacrificare la libertà in cambio della sicurezza non merita né l'una né
> l'altra cosa" in questo caso non mi vede daccordo.
> Teniamo conto che la libertà non è un bene assoluto, la convivenza e la
> pace oggi in gran parte è dovuta all'imposizione di regole che
> inevitabilmente limitano la libertà.
> La libertà di ciascuno deve trovare spazio in mezzo alle libertà degli
> altri ne consegue inevitabilmente una serie di limitazioni da cui deriva
> la possibilità di un vivere ordinato e civile.

D'accordo. Ma la rinuncia alla libertà è evidente e certa, i benefici
che dovrebbero bilanciarla sono incerti, e minacciati da ogni parte da
inefficienza e intenti delinquenziali. C'è -praticamente- solo da
perdere.
Secondo la mia ignorante, personale, visione della cosa.
Giuseppe Aceto
a.k.a. Joe Vinegar
-- 
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