[tc] lettera aperta al Presidente Commissione revisione diritto d'autore prof. Gambino

athos gualazzi athosgualazzi a gmail.com
Mer 26 Set 2007 18:45:19 CEST


Questo documento da inviare quale lettera aperta al Presidente della
Commissione per la revisione del diritto d'autore è in massima parte
opera di L.De Tomasi e Frontiere Digitali, che ringraziamo, è
sottoscritto in primis dai partecipanti all'incontro in oggetto e
sarebbe gradita l'aggregazione di altri Gruppi o Associazioni o
soggetti che lo condividono, a tale scopo viene inoltrato a varie
mailing list prima di essere pubblicato, aggiungeremo tutti coloro che
aderiranno.

Commissione per la revisione della legge sul diritto d'autore
Il presidente del Comitato Consultivo Permanente per il diritto
d'autore, prof. Alberto Maria Gambino, ha disposto l'istituzione di
due commissioni speciali:
una relativa al rapporto tra nuove tecnologie e proprietà intellettuale;
una per la revisione della legge sul diritto d'autore.
È questo il primo atto del Comitato dopo l'insediamento del 18 luglio
2007, alla presenza di Francesco Rutelli, Ministro per i beni e le
attività culturali.
Il Comitato provvede, tra l'altro, allo studio delle materie attinenti
al diritto di autore e ai diritti connessi, esprimendo pareri in
merito quando ne sia richiesto dal Ministro. Si tratta di un organo
collegiale che, anche grazie alla sua particolare composizione,
consente all'Amministrazione di avvalersi di molteplici
professionalità, in un momento che la vuole impegnata in un processo
di rapido aggiornamento della normativa interna alla luce di quella
comunitaria e degli impegni internazionali.
Il 31 luglio 2007 è stata inviata al Prof. Alberto Maria Gambino una
richiesta di chiarimento in merito all'esclusione delle associazioni,
gruppi e movimenti per la difesa del consumatori. Una sollecita
risposta del prof. Gambino ha portato all'incontro del 18 settembre
2007:
Dopo le consuete presentazioni, abbiamo rivendicato la nostra
appartenenza a diversi gruppi ripercorrendo i traguardi raggiunti e
gli obiettivi futuri. Abbiamo chiesto di partecipare alle commissioni
in quanto rappresentanti dei fruitori delle opere intellettuali,
attori fondamentali dell'economia della conoscenza, finora esclusi.
In particolare abbiamo fatto presente la necessità di un confronto fra
tutte le parti coinvolte, finalizzato a un aggiornamento dell'attuale
legge sul diritto d'autore che tenga conto di tutte le esigenze e
conduca a un compromesso equo.
Abbiamo informato Gambino del processo di libera partecipazione che ha
portato alla stesura del Manifesto delle libertà digitali, un
riassunto delle priorità elencate nei Tavoli tematici, sulla base del
quale abbiamo attivato OpenDdl, un progetto di stesura collaborativa
di proposte di legge.
Abbiamo ribadito la convinzione che un equo compenso agli autori sia
un utile strumento per garantire la produzione di opere di qualità e,
di conseguenza, il progresso e l'innovazione; ci siamo focalizzati sui
problemi derivanti da una legislazione troppo restrittiva e
sbilanciata a favore degli editori, delle case discografiche e
intermediari in genere, sulla necessità di implementazione di una
tutela dei diritti di fair use ma anche sulla necessaria riforma del
regolamento della Siae che non permette agli autori di attuare i
propri principi etici o interessi promozionali, attraverso la libera
condivisione delle proprie opere.
Gambino ha detto di essere felice di averci incontrato, ci ha
riconosciuti come interlocutori fondamentali e ha accolto la richiesta
di rappresentanza nell'ottica di dibattito costruttivo. Ha anche
dichiarato di voler accogliere le proposte di rendere democratico il
processo di partecipazione al lavoro della commissione, pubblicando su
un wiki i resoconti degli incontri, le registrazioni audio o video e
le proposte; di organizzare per la commissione le audizioni di
personalità del mondo copyleft come Lawrence Lessig, Richard Stallman,
Bruce Perens e di altri ospiti che saranno presenti a eventi in
programma per i prossimi mesi.
È stata accolta la richiesta di rappresentanza e quindi della
possibilità di mettere in discussione le proposte che portiamo in
un'ottica di dibattito costruttivo.
Le nostre proposte:
Maggiore potere contrattuale degli autori nei confronti degli
editori/produttori
Definizione da parte della Siae e del Ministero dei beni culturali, di
linee guida e trattamenti economici minimi da inserire,
inderogabilmente, nei contratti tra autori ed editori e/o produttori,
al fine di bilanciare il minor potere contrattuale degli autori nei
confronti degli editori e/o produttori.
Durata del Copyright
Ormai è evidente che la durata del copyright è troppo estesa rispetto
alle dinamiche del mercato del XXI secolo: una sua riduzione dunque è
non solo auspicabile ma doverosa. Purtuttavia sussiste la
consapevolezza che si tratta di un processo di riforma necessitante di
un respiro sovranazionale, essendo la materia ormai regolata nei suoi
principi fondanti da disposizioni che trascendono i singoli Stati.
Occorre, dunque, farsi promotori di una linea di indirizzo volta a
conseguire la riduzione  dell'imposizione automatica del copyright
(tutela passiva) a 14 anni per tutte le opere ad eccezione:
delle opere che richiedono grossi investimenti (film, enciclopedie
ecc.), a cui sarà permessa un'eventuale estensione gratuita a 28 anni
(tutela attiva);
delle opere strumentali soggette a frequente revisione come il
software, (l'hardware, )la documentazione tecnica, i manuali
scolastici, i saggi ecc. a cui è consentita la tutela per un massimo
di 3 anni per ogni versione rilasciata, senza possibilità di ulteriori
estensioni; i diritti sulla versione precedente decadono e l'opera
diventa di pubblico dominio.
Allo scadere di tali termini, il rinnovo dei diritti d'autore avrà
luogo esclusivamente dietro pagamento di una tassa fissa e non
trascurabile, calcolata annualmente sulla base della stima dei costi
di gestione. In ogni caso la durata dei diritti d'autore (tutela
attiva + tutela passiva) non potrà superare i 50 anni. L'obiettivo è
disincentivare la pratica diffusa di bloccare la diffusione di un
prodotto tutelato da copyright senza peraltro utilizzarlo a fini
economici.
Decadimento del copyright
È necessario prevedere ipotesi di decadimento automatico dalla tutela
autoriale, finanche nel più ristretto termine iniziale di cui al punto
precedente, in caso di mancata effettiva fruizione dei diritti
riconosciuti e di altre situazioni di abuso. Dovrebbe anche essere
fatto obbligo agli autori di rendersi reperibili per la gestione del
copyright, pena il decadimento del diritto (troppi libri non possono
essere ristampati semplicemente perché l'autore non è rintracciabile).
Adozione del Public Domain Enhancement Act proposto da Lawrence Lessig;
il permesso di libera copia, diffusione ed esecuzione (non di
modifica) per fini non commerciali delle opere non più reperibili da
almeno 24 ore (ad esempio telegiornali e trasmissioni televisive
ecc.), non più in commercio da almeno 24 ore (ad esempio quotidiani) o
fuori catalogo da almeno 7 giorni (ad esempio riviste, libri,
videocassette, dvd ecc.), anche se ancora protette da diritto
d'autore, fatti salvi il riconoscimento della paternità dell'opera e
gli altri diritti morali;
il permesso di libera copia, diffusione, esecuzione e modifica, anche
per fini commerciali, secondo i termini del pubblico dominio, delle
opere non più in commercio o fuori catalogo da almeno 1 anno, anche se
ancora protette da diritto d'autore, fatti salvi il riconoscimento
della paternità dell'opera e gli altri diritti morali.

Watermarking
I sistemi di watermarking sono utilizzabili a fini di sorveglianza e
spionaggio ai danni di persone innocenti e come tali andrebbero
vietati.
Peer-to-peer (p2p)
Se è possibile trasmettere musica e film via radio e via tv
semplicemente pagando una quota alla SIAE, deve anche essere possibile
diffondere questi stessi materiali su Internet, via IPTV, IP Radio e
soprattutto via sistemi P2P pagando una cifra (non esagerata) alla
SIAE. L'idea delle ADSL dotate di "diritto di download incluso nel
canone" è, di fatto, una estensione del principio già esistente e va
sicuramente sostenuta.
Tuttavia, va anche riconosciuto esplicitamente il diritto dell'utente
di fare uso di una qualunque tecnologia e di non essere perseguitato o
discriminato per questa sua scelta, visto che su una rete P2P si può
condividere materiale NON coperto da copyright.
Non si può equiparare il file sharing al furto. [Una chiara ed
esplicita depenalizzazione del reato è assolutamente necessaria. Anche
l'illecito amministrativo è poco sostenibile e poco gestibile al
giorno d'oggi. Credo che sia tempo di parlare di semplici "multe" per
il P2P nello stesso modo in cui si parla di multe per divieto di
sosta.] Ogni eccesso di repressione su questi temi serve solo ad
esasperare la tensione tra clienti/cittadini e aziende/forze
dell'ordine.
Una conseguenza ovvia di quanto appena detto a proposito del P2P è la
necessità di prevedere dei contratti collettivi tra detentore/gestore
dei diritti e associazioni/cooperative di consumatori. Un club di
musicofili deve poter sottoscrivere un contratto adeguato alle sue
esigenze con SIAE o chi per essa. Una cooperativa di consumatori deve
poter creare un suo circuito multimediale per i soci, esattamente come
crea un suo ipermercato di prodotti fisici.
Neutralità della Rete
Stabilire che i provider non possono e non devono intervenire sull'uso
che i cittadini fanno della rete. I sistemi P2P potranno anche essere
sospetti e antipatici ma il cliente paga l'abbonamento anche per poter
usare questo tipo di tecnologia e non deve essere discriminato per
questa sua scelta. Ogni possibilità di intervento che viene lasciata
agli ISP sul traffico di rete diventa un modo per influenzare
l'andamento del mercato e per minare alla base il meccanismo della
libera concorrenza. Come tale va accuratamente evitato.
Siae
Il ruolo di Siae e delle altre società di rappresentanza di autori,
editori ed esecutori è sempre più cruciale per il mercato, ma la
lentezza e incapacità di innovarsi e la fastidiosa parzialità, di cui
sono spesso sospettati, sono un ostacolo al progresso. Occorre
trasformare gli organismi dirigenti di questi enti in assemblee
rappresentative degli interessi di tutti gli attori del mercato,
compresi gli utenti/fruitori. Soprattutto, è necessaria un'iniezione
di democrazia e di controllo governativo in questi enti per garantire
il rispetto dei piccoli autori e dei consumatori. Noi di Frontiere
Digitali intendiamo dimostrare di essere degli interlocutori
competenti, responsabili e rappresentativi, capaci di creare un
collegamento tra i fruitori, gli autori che sposano la causa della
condivisione della conoscenza e un interlocutore istituzionale che è
mancato per anni. [Con l'emendamento votato alla cosiddetta legge
SIAE, ci si chiede che valenza abbia ancora la Commissione presieduta
dal prof. Gambino della quale dovremmo venir chiamati a far parte.]
Elenco pubblico online degli iscritti alla Siae e delle loro opere
Il primo passo da compiere è la pubblicazione online dell'elenco degli
iscritti alla Siae e alle altre collecting society nel mondo,
liberamente e gratuitamente consultabile, come avviene negli Stati
Uniti. Attualmente, avere la certezza della non iscrizione di un
autore alla Siae è l'unica garanzia per i fruitori di poter usufruire
di un'opera rilasciata sotto licenze con alcuni diritti riservati,
senza incorrere in problemi legali; ma soprattutto sarebbe una
garanzia per gli autori, poiché, facilitando agli esecutori l'ardua
ricerca dei titoli delle opere, dei cognomi degli autori e compositori
attraverso uno strumento di semplice e immediata consultazione,
ridurrebbe il rischio di non percepire le royalty a causa di un banale
errore di compilazione del borderò. Infatti basta una trascrizione
errata perché l'equo compenso non venga attribuito a chi ne ha diritto
e finisca nel cosiddetto calderone degli irripartibili, di cui un
terzo va a premiare le canzoni sempreverdi, con oltre vent'anni di
vita, e nulla è destinato agli autori meno fortunati, ai giovani, allo
sviluppo della creatività nel nostro paese. Questo aspetto sta a cuore
anche all'Associazione autori compositori e piccoli editori (Acep)
che, nell'articolo Quali gli autori dei brani eseguiti?, in seguito
alla sollecitazione di un lettore, dichiara di attendere da anni una
banca dati dei brani tutelati, liberamente consultabile online: Ci
auguriamo che le procedure informatiche e legali, da adottare a tale
riguardo, siano oramai in dirittura di arrivo e che presto sia attivo
e disponibile questo ulteriore importante servizio. È assurdo che,
attualmente, sia un privato (e non la Siae) a fornire uno degli
archivi più forniti e attendibili: Hitparadeitalia.it.
Modifica del regolamento e dello statuto Siae
La Siae avrà mandato per riscuotere i proventi derivanti dalle
utilizzazioni per scopi commerciali di opere rilasciate con licenze
con alcuni diritti riservati. Il singolo autore o l'editore avranno
comunque, nonostante il mandato alla Siae, la facoltà di autorizzare
l'utilizzo dell'opera per scopi non commerciali, anche attraverso
licenze. Per le utilizzazioni non commerciali nessun provento sarà
percepito dalla Siae in nome e per conto dei mandatari. vedi progetto
pilota olandese
Gestione della terna autore/opera/licenza (registrazione opere)
La diffusione di licenze "aperte" (Creative Commons e simili) subisce
un sicuro rallentamento a causa del fatto che, per il consumatore, non
esiste un modo semplice e attendibile di dimostrare che una certa
opera è coperta da una di queste licenze. Il movimento CostoZero sta
sviluppando un sistema web-based che permette di firmare digitalmente,
registrare presso una terza parte, archiviare e pubblicare un'opera in
formato digitale insieme alla sua licenza. In questo modo, l'utente
finale può dimostrare alla SIAE che l'opera in suo possesso è coperta
da licenza "aperta" semplicemente consultando il database sul web e
confrontando le firme digitali. È un sistema che dovrebbe essere preso
in considerazione.
La tutela dei diritti d'autore tramite marca temporale e firma
elettronica certificata è alla portata di tutti e il movimento
CostoZero, a cui va riconosciuto il merito di aver diffuso questa
pratica, fornice solo un'utile assistenza in merito. In rete esistono
numerosi archivi di opere sotto licenze con alcuni diritti riservati o
di pubblico dominio e ne continuano a sorgere ogni giorno. Avere la
certezza di sapere con esattezza la licenza con cui un autore ha
rilasciato la propria opera è fondamentale, così come sapere se gli
autori di un'opera sono iscritti alla Siae o ad altre collecting
society. Solo un archivio online statale centralizzato e obbligatorio
potrebbe risolvere questo problema.
Ampliamento e applicazione del concetto del fair use (utilizzo legittimo)
Fermo restando il diritto dell'autore ad agire per il risarcimento del
danno a fronte di un abusivo utilizzo commerciale dell''opera in danno
dell'autore o dei suoi aventi causa, depenalizzazione dell'attività di
utilizzo personale delle opere dell'ingegno da parte dei singoli
quando tali utilizzazioni creino un danno economicamente trascurabile
(vedi modello francese)
Diritti di copia a uso personale
Appare indispensabile affermare il principio in forza del quale
chiunque possieda legittimamente un'opera originale, la copia o la
rappresentazione di un'opera, su qualunque supporto essa sia, ha il
diritto di farne copie illimitate su qualunque supporto e in qualsiasi
formato e dimensione, per proprio uso strettamente personale (ad
esempio per fini di archiviazione o conservazione). Qualsiasi
tentativo di limitazione di questa libertà fondamentale, attraverso
qualunque mezzo, è considerato illegale.
A mero titolo esemplificativo, una volta acquistata la copia originale
di un cd, dovrebbe essere sempre tecnicamente possibile e lecito
convertirne i brani sia in formato mp3 che su musicassetta per
ascoltarli su un qualsiasi lettore. Lo stesso ragionamento vale per la
conversione di un film da vhs a dvd, o in un file digitale, per
rivederlo comunque tra anni sullo schermo del proprio computer.
Diritto di prestito gratuito
È sempre consentito il prestito gratuito di una o più copie di
un'opera di cui si è in legittimo possesso.
Diritto di noleggio a pagamento
Agli esercizi commerciali autorizzati è sempre consentito il noleggio
a pagamento di una o più copie di un'opera di cui sono in legittimo
possesso, purché trascorsi 90 giorni dalla pubblicazione dell'edizione
in oggetto e nel rispetto dei diritti morali e di utilizzazione
economica dell'autore.
Esecuzione in ambito familiare o amicale
Sarebbe opportuno esplicitare un concetto di "esecuzione in ambito
familiare od amicale", e quindi non soggetta a Siae, ovverosia
quell'esecuzione o rappresentazione cui assiste un numero limitato di
spettatori, a titolo gratuito e l'ambiente è adeguatamente confinato
(chiuso). Questo permetterebbe, tra l'altro, di vedere un film o di
ascoltare musica durante feste e piccole manifestazioni semi-private
senza bisogno di altre autorizzazioni.
Opere derivate
Le norme attuali proteggono non solo l'opera in sè ma anche
qualsivoglia suo adattamento o "manipolazione". Sarebbe, al contrario,
opportuno limitare strettamente la protezione delle opere alla loro
forma originale ed alle traduzioni linguistiche. Gli altri tipi di
riutilizzo (abstract, sommari, parodie, rimaneggiamenti,
riarrangiamenti musicali, etc.) dovrebbero essere esplicitamente
liberalizzati. Questo promuoverebbe una azione globale di "digestione"
e restituzione delle opere senza peraltro intaccare il prodotto
originale ed il suo specifico mercato.
Libertà per fini di divulgazione, educativi o enciclopedici
Vista la esplicita protezione che la nostra legislazione offre alle
biblioteche, quali "archivi della conoscenza e della cultura
nazionale", sarebbe opportuno prevedere specifiche ipotesi di
utilizzazioni libere di opere protette onde consentire alle
biblioteche di funzionare correttamente. Del resto non è sostenibile
che le poche centinaia di biblioteche italiane rappresentino una
minaccia per il mercato multimediale, nè può considerarsi la loro
attività come antagonista rispetto all'uso commerciale.
Occorre consentire la libera utilizzazione di opere protette a fini
educativi da parte delle scuole e delle università (anche sul web, nei
corsi di e-learning, se l'accesso è consentito solo agli studenti).
Ovviamente, conferenze, meeting ed altre attività culturali pubbliche
dovrebbero essere considerate "attività educative", almeno nei limiti
in cui l'esecuzione avviene in un ambiente confinato, l'accesso non è
a pagamento (cioè non c'è fine di lucro legato direttamente
all'esecuzione) e c'è un relatore che commenta l'opera.
Diritto di Panorama
Andrebbe meglio esplicitato, nell'attuale impianto legislativo, che
ciò che avviene in pubblico, come una festa di paese, o che è
normalmente visibile al pubblico, come un palazzo, è di pubblico
dominio e la sua immagine è sempre liberamente utilizzabile.
Pretendere di imporre una qualunque forma di protezione /commerciale/
su immagini che chiunque può raccogliere è semplicemente assurdo (Vedi
denuncia del Polo Museale Fiorentino ai danni di Wikipedia).
Diritto di Cronaca
La legge attuale già prevede una forma accettabile di Diritto di
Cronaca che permette, ad esempio, di citare articoli altrui a fini
giornalistici. Non crediamo siano necessarie modifiche sostanziali su
questo punto. Auspichiamo non vengano attuate modifiche peggiorative.
Limitazione dei Digital rights/restrictions management (Drm) e Trusted
computing
I Drm e il Trusted computing rappresentano, per tutti noi fruitori, un
insormontabile ostacolo tecnico nel far valere i nostri legittimi
diritti di fair use. Basterebbe affermare il principio che è
considerato illegale qualsiasi tentativo di limitazione, diretta o
indiretta e attraverso qualunque mezzo, dei diritti di fair use, di
rispetto bilaterale dei termini di una licenza e di fruizione delle
opere che sono o che, scaduta la tutela autoriale, diverranno di
pubblico dominio.
Il presente documento che s'intende quale base di discussione è sottoscritto da:
Lorenzo De Tomasi per l' Associazione Frontiere Digitali
Athos Gualazzi  per l' Associazione Partito Pirata
Arturo Di Corinto docente Uni. Sapienza Cattedra di Comunic. Mediata
dal Computer
Valeria Noli per l'Associazione Net-Left
Alessandro Bottoni per il Gruppo Piratpartiet
Marco Scialdone per il Gruppo Computerlaw


-- 
Athos Gualazzi
a.p.s. Partito Pirata
http://www.partito-pirata.it
http://www.piratpartiet.it


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