[tc] Fwd: [FrontiereDigitali] R: L'IGNORANZA DIGITALE BI-PARTISAN NON E' UNA CONSOLAZIONE

athos gualazzi athosgualazzi a gmail.com
Lun 24 Set 2007 15:59:13 CEST


giro da altra lista osservazione più che giusta

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From: Fiorello Cortiana <f.cortiana a provincia.milano.it>
Date: 24-set-2007 14.40
Subject: [FrontiereDigitali] R: L'IGNORANZA DIGITALE BI-PARTISAN NON
E' UNA CONSOLAZIONE
To: Frontiere Digitali <digitalfreedomweek a linux-club.org>





Il processo di trasformazione digitale in corso, conosciuto anche come
"società della conoscenza", è un processo convulso e non potrebbe
essere altrimenti. Per questo ci aspetteremmo dal Parlamento tutto e
dal Governo un'approccio nel merito e nel metodo adeguati perché la
semplice estensione dei modelli consueti non solo non è efficace ma si
può rivelare dannosa.
 L'Università di Padova ha ospitato l'appuntamento
internazionalen"Berlin 5 Open Access: from practice to impact:
consequences of Knowledge dissemination".
Colpisce che mentre a Padova si discuteva della condivisione libera e
aperta  dei testi scientifici e delle inadempienze italiane in
relazione alle direttive europe, il Ministro D'Alema ed il Direttore
Generale Idris hanno firmato l'Accordo bilaterale Italia-OMPI
(Organizzazione Mondiale delle Proprietà Intellettuale) in materia di
protezione dei diritti di Proprietà Intellettuale e della lotta alla
contraffazione ed alla pirateria, che definisce la cornice
istituzionale delle attività italiane in materia di Proprietà
Intellettuale. Non si capisce quale cornice istituzionale possa
derivare da un'accordo bilaterale con un soggetto privato, cui
l'Italia conferisce uno dei più grossi contributi extra budget, mentre
l'Europa è nella piena trattazione la direttiva IPRED 2 (Intellectual
Property Rights Enforcement Directive).
                                                       Così mentre la
legge delega sull'Editoria, sulla quale il Governo sta lavorando
prevede che chiunque abbia un sito web, blog, home page ecc., deve
registrarlo come testata giornalistica, un emendamento di Folena,
Luxuria ed altri deputati  alla Legge sul diritto d'autore (633 del
1941) che propone di definire gli "usi liberi didattici ed
enciclopedici" attraverso internet di materiale coperto dal diritto
d'autore colpisce per lo sconcerto che genera.
Cosa significa "libera pubblicazione(...)di immagini e musiche a bassa
risoluzione o degradati"? Si parla delle immagini e delle musiche o
dei riproduttori?  Cosa c'entra con l'articolo 21 della Costituzione
che i limiti all'uso didattico o enciclopedico di quelle immagini e di
quei testi sarà stabilito da un "decreto del Ministro per i beni e le
attività culturali, sentito il Ministro della pubblica istruzione e
dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti"? E chi usa i testi, e chi usa le nove
modalità multimediali in rete come i Pod-Cast? E coloro che utilizzano
immagini e musiche per fini didattici o enciclopedici non attraverso
internet ma su altri supporti off-line? Alto che Fair Use
statunitense, siamo al marasma.
Così mentre il Garante della privacy interviene sullo "spamming
estorsivo"  messo in atto da Logistep e Peppermint, e si coordina con
le Authority europee, al Senato ci sono proposte trasversali per
consentire alla piccola impresa di evitare il rispetto delle garanzie
nel trattamento dei dati personali. Questo mentre La Presidenza del
Consiglio e l'ONU organizzano il "Dialogue Forum on Internet Rights"
nell'ambito dell'Internet Governance Forum per promuovere una Carta
dei Diritti per la Rete, con una delle relazioni introduttive di
Stefano Rodotà e la partecipazione, tra gli altri, dell'on Folena.
Al di là di ogni possibile ipocrisia legislativa, 'ignoranza digitale
non potrebbe evidenziarsi in modo più evidente ed imparziale
nell'intero emiciclo. Per ovviare alle contraddizioni e ai danni
sarebbe molto utile attivare le pratiche di partecipazione informata
da parte degli attori interessati al processo della società della
conoscenza nell'era digitale. La partecipazione "multistakeholder"
consentirebbe un confronto tra diversi punti di vista, un confronto
capace di avvalersi di competenze e di informazioni adeguate.

          Fiorello Cortiana - Comitato Consultivo sulla Governance di Internet

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