[tc] Fwd: "Sondaggio uso Sistemi Operativi" "Mi dareste un aiuto con la mia tesi?"

Riccardo Furlan rik a linux.it
Dom 18 Nov 2007 23:25:47 CET


Mi dispiace che l'hai presa così sul personale, io tentavo solo di 
chiarire, per evitare che frasi ambigue venissero interpretate male.

Davide Prina ha scritto:
> Riccardo Furlan wrote:
> 
>> Davide Prina scrive il 11/16/2007 10:00 PM:
>>
> ok, la legge ti offre strumenti per difendere dei tuoi diritti, ma chi 
> li stabilisce tali diritti? Sempre la legge. Infatti in stati diversi 
> possono essere diversi anche i diritti posseduti sulle proprie opere e 
> possono essere diversi anche gli strumenti per poterli "difendere".

I diritti sono diritti, sia che vengano riconosciuti o meno dalla 
legislazione. Io penso di avere alcuni diritti a prescindere dalla 
legislazione vigente. E la legislazione serve per poter vivere in 
società con delle regole comuni da seguire e rispettare, proprio per 
evitare che le mie convinzioni su cosa sia diritto o meno vadano a 
ledere la libertà altrui.

> Io qui sto dicendo come l'autore può gestire i propri diritti cedendone 
> parte a chi utilizza la sua opera.
> Se qualcuno viene in possesso di una mia opera (es un programma) coperta 
> dal mio copyright e:
> 1) non è indicata una licenza d'uso e l'opera non è rilasciata al 
> pubblico dominio, allora tutti gli utenti devono attenersi alle leggi 
> sul copyright (ad esempio non possono ridistribuirla a terzi)
> 2) se indico una licenza d'uso, allora la legge sul copyright è 
> "sostituita" in parte da questa licenza d'uso: la licenza d'uso permette 
> all'autore di spogliarsi di alcuni diritti e di cederli agli utenti

La tua licenza è un contratto, basato sulla legge sul diritto d'autore.
E' quella legge che ti permette di fare un simile contratto, e il 
contratto stesso non può sostituire la legge.

>>> Per poter bypassare la legge sul copyright è possibile utilizzare una
>>>  licenza per "cambiare le carte in tavola": l'autore decide cosa 
>>> rinunciare e cosa concedere agli utenti (es: permettere la copia e 
>>> distribuzione dell'opera).
>> Vedi sopra. La legge non si può aggirare. La legge serve proprio a 
>> rendere le decisioni dell'autore non aggirabili.
> 
> probabilmente non hai capito cosa ho scritto, non hai letto le mail 
> precedenti. Qui stavo indicando che l'*autore* può "rinunciare" a parte 
> dei suoi diritti e concederli ai propri utenti (es: permettere la 
> ridistribuzione della sua opera).

Allora, visto che non ho capito, provo a rileggere:

Davide Prina ha scritto:

 > "bypassare la legge sul copyright"

Riccardo Furlan wrote:

 > "La legge non si può aggirare"

Davide Prina ha scritto:

 > "che l'*autore* può "rinunciare" a parte dei suoi diritti"

e qui rispondo: L'Autore NON rinuncia ai diritti, li CEDE.
L'autore resta SEMPRE titolare del diritto d'autore.


> Qui stavo indicando che l'utente "vende" a terzi i propri diritti 
> d'autore e quindi permette che questi terzi acquisiscano tali diritti su 
> tale opera. Qui non si parla di licenza d'uso.

Quando si "vendono" (o meglio si cedono) dei diritti, non c'è alta 
maniera che con un contratto, ossia una licenza (che non deve essere 
necessariamente scritto e firmato).

> Negli USA se sei assunto come programmatore ti fanno firmare un foglio 
> (non so se questa sia la prassi comune) dove dichiari che qualsiasi 
> programma creato durante la tua assunzione è di proprietà esclusiva loro 
> ... addirittura leggevo i giorni scorsi che alcune aziende estendono 
> tale durata fino a sei mesi dopo il licenziamento!
> Questo è un caso in cui l'autore "vende" i propri diritti a terzi: 
> all'azienda che ti ha assunto.

Se un'azienda ti paga, tutto quello che produci nelle ore lavorative 
diventa di sua proprietà. Non ci vedo niente di strano. Il filmino che 
si fanno fare gli sposi il giorno del matrimonio, è di loro poprietà, 
esattamente come se l'avessero filmato loro stessi. Il professionista 
può solo mantenere il diritto di paternità dell'opera, almeno qui in Italia.

> I brevetti e il copyright sono nati per esigenze completamente opposte e 
> per coprire settori completamente differenti.
> 
> Il copyright è nato per garantire all'autore di un'*opera* dei diritti e 
> permettere di poter far valere la sua "paternità" in tribunale.

Paternità, e non solo.

> I brevetti sono nati principalmente per invogliare l'autore di una 
> *scoperta* a rendere partecipi anche gli altri di tale novità.

quoto

> Poi sia i brevetti che il copyright sono stati utilizzati per ottenere 
> "risultati" totalmente differenti dalle esigenze che li hanno generati e 
> in alcuni casi sono utilizzati per creare delle vere e proprie regalie 
> che stanno ricreando delle caste sociali simile ai conti/baroni/... del 
> medioevo (ora normalmente non più associate direttamente a persone, ma 
> ad aziende).

anche qui, quoto.

Ciao
mala


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