[tc] La rigenerazione delle EK (Was: Intel vpro (il trusting nascosto))
Alessandro Bottoni
alessandro.bottoni a infinito.it
Mer 2 Maggio 2007 17:15:36 CEST
Davide Vernizzi ha scritto:
> "Nello stesso modo, un eventuale fornitore di servizi in rete (home
> banking,
> ad esempio) può vincolare l'accesso al suo servizio ad una certa macchina."
>
> Anche qui mi sembra leggermente inesatta la cosa... può avvenire se il
> fornitore del servizio e la PrivacyCA che certifica l'AIK colludono, mentre
> se questo non avviene oppure se si utilizza il protocollo DAA risalire
> all'EK a partire dall'AIK o dalle credenziali DAA è impossibile.
> Ma di nuovo, il problema sta al di fuori dei confini del TPM, ovvero
> nell'implementazione del servizio.
Questo è uno dei punti deboli cruciali del TC: il TC difende il sistema
(non certo l'utente) da attacchi /esterni/. Non tenta nemmeno di
difendere il sistema e/o l'utente da un comportamento scorretto dei
produttori e/o degli operatori /interni/ del sistema.
Purtroppo, come la storia insegna, sono proprio i produttori e gli
operatori interni al sistema a rappresentare la vera minaccia (per
l'individuo, il mercato e la democrazia), specialmente in un mondo, come
quello neo-con di George W. Bush, dove si teorizzano e si giustificano
la menzogna e la manipolazione degli utenti a "fini superiori".
> "Non solo potrebbero decifrare praticamente qualunque messaggio inviato tra
> due macchine su questo pianeta ma potrebbero inviare a loro volta messaggi
> indistinguibili da quelli legittimi"
>
> Dissento su questo punto... non si può usare l'EK per firmare altro che non
> sia una richiesta di certificato per l'AIK o per le credenziali DAA.
> Il TPM non può avere alcuna idea di quello che sta facendo il sistema
> operativo soprastante. Se, ad esempio, sto comunicando con qualcuno
> proteggendo i dati usando PGP, non vedo come un'organizzazione a caso (ad
> esempio NSA), anche essendo in possesso della mia coppia EK possa essere in
> grado di rompere la sicurezza delle mie comunicazioni PGP... sempre a patto
> che io stia usando un sistema operativo di cui mi fido.
Se si entra in possesso di una copia delle EK di una macchina, la si può
emulare in tutto e per tutto, impadronendosi della sua identità ed
agendo al suo posto. Mi sembra un po' difficile sostenere che non si
possano interecettare e decifrare i messaggi che sono diretti agli
utenti del sistema, anche se ti posso concedere che potrebbe esistere un
secondo strato crittografico (GPG) che protegge questi dati.
Il problema è che questo secondo strato crittografico esiste solo se
l'utente lo crea esplicitamente e lo utilizza. Diversamente, l'unico
arbitro e l'unico garante della sicurezza resta un TPM che può essere
"fotocopiato" dal suo produttire (cioè dal gioverno che lo controlla e/o
da qualunque malintenzionato che lavori per il produttore).
CU
Alessandro Bottoni
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