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167_
167_ a libero.it
Sab 10 Mar 2007 16:30:11 CET
Il giorno sab, 10/03/2007 alle 15.19 +0100, francesco foresti ha
scritto:
>
> penso non per scelta del programmatore. Ti porto un esempio:
> il mio futuro suocero lavora alla Nuovo Pignone,
> dove programma in fortran. Questo accade perché alcune decine di
> anni fa fu scelto questo linguaggio, è poiché da allora l'azienda non ha
> sentito la necessità di cambiare, lo usa ancora oggi.
>
ti diro : anche quest'amico mio e' successo cosi all'inizio lo
considerava una disgrazia , poi ci si e' abituato e ha iniziato a
capire gli aspetti positivi del fortran.
> > alla fine nessun linguaggio puo' insegnare alla gente a programmare ,e
> > chi lo sa fare bene puo' usare qualunque linguaggio.
>
> è più o meno lo stesso discorso del badile per girare il caffè: la deficienza
> (mancanza di know-how, non stupidità) non può risiedere nello strumento,
> ma in chi lo sceglie.
a questo punto pero' non si puo' neanche pretendere di vangare con un
cucchiaino ... per esempio c# e . NET per applicazioni performanti
(bytecode di c# ) o multipiattaforma (.NET solo per win) sono
completamente inadatti .. (come lo e' del resto il bytecode java per il
calcolo scientifico , poniamo , o perl per la programmazione OOP ) e
non esiste un singolo linguaggio che e' ideale per qualsiasi lavoro ,
checche ne dica il marketing delle varie multinazionali.
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