[tc] a proposito del partito pirata
Stefano Bocconetti
s.bocconetti a mclink.it
Mar 31 Lug 2007 22:52:50 CEST
Non volevo suscitare polemiche. Nè tantomeno ho mai sostenuto che Daniele sia stato scortese o frettoloso. Tutt'altro. Sei stato gentilissimo e mi dispiace anche averti fatto perdere pochi minuti. Non volevo creare polemiche, dicevo, ma visto che ci siamo... Un motivo ricorrente in questa discussione mi sembra questa frase: non esistono più differenze fra destra o sinistra. Di più: non ci sarebbero ragioni per tenere in vita quelle differenze. A me sembra l'esatto contrario. Certo Claudio, non trovo correttissimo parlare di destra/sinistra citando Ezra Pound e la scuola di Francoforte. A parte che mi piacerebbe sapere a quale Pound si riferiscono i militanti del tuo partito. Al Pound francese che discuteva con Braque ed Hemingway o al Pound italiano? Al Pound fascista, al Pound di "Jefferson and/or Mussolini" che è forse l'esempio più squallido di asservimento di un intellettuale ad un regime? Ma non credo che sia questa l'area discussione adatta ad affrontare tutto ciò.
C'è però un elemento che mi pare non possa sfuggire. Che la destra non è Ezra Pound. E' altro. Storicamente è altro. E' la difesa del privilegio, è la difesa del potere di pochi contro quello di tanti. E' oligarchia contro democrazia. E' diritto delle imprese che si fanno assolute, che si fanno "filosofia", contro i diritti del lavoro, dei subordinati. Questo è stato nel secolo appena concluso lo scontro destra-sinistra. Sia chiaro: non dico affatto che qui ci sono i buoni, di là i cattivi. Credo che le degenerazioni del mondo che si richiamava alla difesa del lavoro siano state tali e tante che non valga la pena neanche soffermarvici sopra. L'Urss, lo stalinismo, la fine della democrazia chiesta in nome della democrazia. Tragedie che infatti hanno portato alla sconfitta, dura, inappellabile, forse una delle più belle utopie della filosofia. Ma anche questo non credo sia tema di discussione in questa mailing.
A me interessava di più, l'altro aspetto. Se esistano o no le ragioni della differenza fra destra e sinistra oggi. Nell'epoca digitale. Purtroppo la penso diversamente da alcuni di voi (cosa che mi impedisce di aderire al PP). Per capire: credo che tutto ciò che blocca la libera diffusione della cultura non avvenga per errore. Per sbaglio di qualcuno. Credo che il trusted computin, così come le leggi sul copyright, così come i drm siano solo i segnali "moderni" di una volontà di dominio. Di un gruppo ristretto di persone su milioni di altre persone. Di una oligarchia contro la massa. E questo mi riconduce, con formule nuove ovviamente, esattamente alla divisione che ho conosciuto: di là la destra, quella che nega i diritti, che nega la diffusione del sapere - perché il sapere diffuso minaccia le oligarchie - di qua chi si batte per superare ogni forma di digital divide. Di qua, chi prova ad organizzarsi per sconfiggere quei poteri. Ovviamente la sto facendo breve, uso sintes!
i. Ho perfettamente chiaro che pezzi di destra, nel mondo, hanno subito intuito le possibilità offerte dalla rete e dalle tecnologie digitali. Basta ricordarsi di Gingrich, uno degli esponenti più reazionari dell'establishment americano di una decina di anni fa. Che già allora parlava di "rete libera", di rifiuto di qualsasi condizionamento, eccetera, eccetera. Ma il suo "libertarismo" in realtà, all'epoca, era funzionale ai progetti di chi lo sosteneva: lui non voleva più libertà in rete, nè voleva supeare il digital divide. Lui voleva che alcune grande compagnie telefoniche - i suoi sponsor elettorali - avessero mano libera nella costruzione della rete. Ma appunto si ritorna al problema: destra e sinistra sono parole che hanno ancora un significato. Anche quando parliamo di diritti digitali.
Ciao
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tc