[tc] TPM hardware attack
Alessandro Bottoni
alessandro.bottoni a infinito.it
Gio 19 Lug 2007 13:36:55 CEST
Davide Vernizzi ha scritto:
> In effetti quello della EK può essere un punto ancora dolente. Sarebbe
> proprio necessario un meccanismo che permetta di rigenerare l'EK
> continuando
> a poter garantire la genuinità del TPM. In questo modo, anche se la EK
> privata continuasse a restare protetta nel TPM, cadrebbero alcuni dei
> problemi di privacy che ci sono adesso.
Credo che questo si potrebbe risolvere facilmente con un certificato
digitale del produttore, da associare a quello dell'utente nella
ri-generazione delle EK.
Mi spiego: attualmente, per rigenerare la EK è necessario un certificato
digitale che viene fornito dal produttore e che permette di accedere
alle funzioni di amministrazione delle EK del TPM. Una volta generata
una nuova coppia di chiavi non resta traccia della vecchia identità.
Basterebbe che il firmware del TPM usasse due diversi certificati per
firmare le nuove chiavi: uno variabile dell'utente (cioè quello attuale)
ed uno fisso (memorizzato in HW) del produttore. In questo modo, si
potrebbe sempre controllare che la firma del produttore sia valida (e
che il TPM sia genuino) senza però poter risalire alla identità del TPM
(e quindi del suo proprietario).
Ovviamente, in tutto questo c'è una immensa questione di fiducia nei
confronti del produttore che rimane comunque irrisolta. Che succede se
il manufacturer dice a noi che la chiave "manufacturer" identifica solo
lui e poi invece scopriamo che è diversa per ogni TPM e quindi
identifica noi?
Insomma: finchè non c'è uno di noi a sorvegliare la linea di produzione,
il problema resta di fiducia nel produttore, non nella robustezza del
meccanismo.
CU
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Alessandro Bottoni
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