[tc] Poste Italiane (Berlusca) ed il Mobile Payment
Daneel Olivaw
daneel.olivaw.r a gmail.com
Lun 16 Lug 2007 15:27:23 CEST
Il 16/07/07, Alessandro Bottoni <alessandro.bottoni a infinito.it> ha scritto:
> Leggetevi questo:
>
> http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/cellulare-trasferisce/cellulare-trasferisce/cellulare-trasferisce.html
>
> Ma come?! Sono vent'anni che gli altri operatori di telefonia cercano di
> farsi autorizzare ad agire come sistema di pagamanto, senza riuscirci.
>
> Adesso arriva Berlusca e tutto diventa possibile?!
Sarà bene in politica per fare qualcosa, no? (e fermiamoci qui, prima
di scatenare flames sui simpaticoni che ci ritroviamo al governo...)
> Come la prenderanno il Tronchetto dell'Infelicità ed i suoi colleghi?
Secondo me fanno una società che per vie traverse e labirintici
rapporti riesce ad entrarci, portando un po' di soldi dalla sua parte
(logicamente il fumo di collegamenti e rapporti strambi serve per
salvare l'apparenza verso l'osservatore esterno).
> Voglio essere autorizzato anch'io a gestire trasferimenti di denaro
> attraverso i miei server! ;-)
>
> Voi no?
Fammi un fischio che di offro un po' di tempo-macchina ^_^
Parlando seriamente (?_?), qualche anno fa avevo assistito ad una
conferenza a Pisa sulla sicurezza informatica (mi pare) in cui era
presentato un sistema di autenticazione per il web via telefonino. Il
succo del discorso era l'utilizzo di un apparecchio blindato e
riconosciuto da un ente certificatore che faceva da
controllo/richiesta conferma/codice per le operazioni critiche
effettuate via browser, in quanto un normale pc aveva troppe cose da
controllare per essere ritenuto sicuro al 100% in ogni istante.
Mi sa che l'aggeggio delle poste sarà ancora più blindato.
Vedremo se sarà qualcosa di valido o se bastano 3 righe in java per
craccare tutto il sistema ^_^
Alla prossima.
Daneel Olivaw
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"Chi è pronto a rinunciare alle proprie libertà fondamentali per
comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né
la sicurezza" - Benjamin Franklin
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