[tc] Fwd: [PP] ABBASSO IL DIRITTO D'AUTORE! ABBASSO LE CREATIVE COMMONS! W L'ANTICOPYRIGHT!

Giovanni Battista Gallus g.gallus a tiscali.it
Mar 13 Feb 2007 21:09:27 CET


Nicola A. Grossi ha scritto:
> Le sentenze di Francione non hanno alcun nesso con la sua visione del 
> diritto d'autore.
> Non è che si capisce Francione leggendo le sue sentenze.
> Dalle sentenze puoi solo vedere l'impostazione ermeneutica (vedi anche 
> le citazioni che fa dell'Antolisei),
> di un giudice che cerca di essere giusto là dove può esserlo.
> 
> Ma che Francione si metta a parlare di ulespazio o di anticopyright in 
> una sentenza lo escludo.
> 
> Saluti,
> n.a.g.

Beh è lo stesso Francione a parlare di "sentenza anticopyright", e si
dilunga, nella sentenza medesima (e nelle altre 4 -
http://www.antiarte.it/eugius/sentenza_anticopyright.htm), sulla
circostanza che  "la norma repressiva di base, la protezione penalistica
- e non meramente civilistica del diritto d'autore - è desueta di fatto
per l'abitudine di molte persone di tutti i ceti sociali, che, in
diuturnitas, ricorrono all'acquisto di cd per strada o li scaricano da
Internet", e parla espressamente di economia del regalo.
Tutte queste affermazioni non sono peraltro utilizzate ai fini
dell'esclusione dell'illiceità penale (nè lo potrebbero), ma viene
utilizzato l'escamotage dell'escamotage dell'art. 54 c.p.

Le argomentazioni riportate in sentenza sono poi riprese e ampliate
proprio nella cyberagonia del diritto d'autore.

Quanto alle CC, riporto sempre il pensiero di Francione:
"
“Meglio le creative commons che il copyright. Per questo le seguo con
interesse, ma non credo che possano da sole risolvere il problema perché
esse, pur operando in una funzione di sgretolamento del copyright, non
azzardano il passo estremo: distruggere il copyright. Le creative
commons, tutto sommato, presuppongono la proprietà intellettuale e con
tutte le loro ramificazioni cavillose non affrontano il cuore della
faccenda. Io, da uomo di legge, diffido dei rizomi normativi, spesso
creati ad arte per fregare la gente. In Italia ci sono 300.000 leggi e
vedete come (non) funzionano. Le alchimie codicillari delle creative
commons sono sicuramente in buona fede ma non risolvono il problema a
monte: quello dello sfruttamento degli artisti. Là dove le creative
commons riperpetuano il sistema di avvocati, giudici, sceriffi per
tutelare i diritti degli autori che comunque pretendono garanzie, sia
pur nelle forme attenuate, con le creative commons non si fa che
perpetuare il logos del dominio. Ecco, nel laboratorio dell'arte,
l'alchimia creative commons tra la dozzina di ampolle luccicanti crea
fumi che abbagliano l'artista, il quale pensa di aver trovato la pietra
filosofale in ognuno di quei vetri. Ciò non è, per cui, sicuramente in
buona fede, le creative commons creano un nuovo inganno. Ripetendo una
metafora che ho fatto a Napoli il 9 aprile, se il copyright è la destra
del diritto d'autore, le creative commons rappresentano il centro
moderatamente riformista”

http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=153

Mi pare (ovviamente) coerente con la sua posizione radicale.
Ma siamo sicuri che mettere sullo stesso piano la concezione
tradizionale del diritto d'autore e le CC sia un approccio produttivo?
Anche perchè, come altri hanno già ribadito, le CC stanno avendo un
notevole seguito, e saranno pure "il centro moderatamente riformista",
ma sono una soluzione che cerca di mediare tra le varie esigenze.

GB Gallus

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