[tc] a proposito del partito pirata
Antonio Di Francesco
difrancesco a fastwebnet.it
Ven 3 Ago 2007 09:18:28 CEST
Mi sembrava strano che nessuno ancora si fosse prodigato per cooptare la
lotta anti-TC alla propria ideologia politica.Vorrei participare anch'io
a questo sterile esercizio culturale.Propongo questa tesi: l'anti-TC è
da ascrivere all'ideologia liberale, i cui rappresentanti istituzionali
(che comunque, come al solito, scartano allegramente dall'ortodossia
ideologica alla quale si richiamano) siedono in tutti i parlamenti
europei a destra, centro-destra, centro-centro-destra o
centro-destra-destra.
Non sono del tutto sicuro di voler sostenere questa tesi sino in fondo,
ma son sicuro di questo: di certo non si può ascrivere al marxismo ed ai
suoi epigoni.Il marxismo non è per la libera informazione - è per il
controllo dell'informazione.Il marxismo non è per la democrazia
(aborrisce la democrazia) - è per la dittatura del proletariato.
E poi,se si è sicuri di quel che si sta facendo,certamente che si può
accettare un finanziamento da chiunque, e finanche dai propri avversari:
questo ce lo ha già insegnato Lenin, che se avesse dovuto rinunciare a
questo tatticismo, oggi leggeremmo tutta un'altra Storia...
Son sicuro che nessuno qui vorrà dichiararsi marxista,la mia è solo una
provocazione: ritengo che sia gioco facile confutare chi pretenda oggi
di dare una definizione di destra-sinistra.Ad esempio: se
sinistra=democrazia e destra=oligarchia, allora, in quale inclinazione
posizioniamo il marxismo?
Toni (ex-marxista)
-----Original Message-----
From: tc-bounces a no1984.org [mailto:tc-bounces a no1984.org] On Behalf Of
Stefano Bocconetti
Sent: martedì 31 luglio 2007 22.53
To: tc a no1984.org
Subject: Re: [tc] a proposito del partito pirata
Non volevo suscitare polemiche. Nè tantomeno ho mai sostenuto che
Daniele sia stato scortese o frettoloso. Tutt'altro. Sei stato
gentilissimo e mi dispiace anche averti fatto perdere pochi minuti. Non
volevo creare polemiche, dicevo, ma visto che ci siamo... Un motivo
ricorrente in questa discussione mi sembra questa frase: non esistono
più differenze fra destra o sinistra. Di più: non ci sarebbero ragioni
per tenere in vita quelle differenze. A me sembra l'esatto contrario.
Certo Claudio, non trovo correttissimo parlare di destra/sinistra
citando Ezra Pound e la scuola di Francoforte. A parte che mi piacerebbe
sapere a quale Pound si riferiscono i militanti del tuo partito. Al
Pound francese che discuteva con Braque ed Hemingway o al Pound
italiano? Al Pound fascista, al Pound di "Jefferson and/or Mussolini"
che è forse l'esempio più squallido di asservimento di un intellettuale
ad un regime? Ma non credo che sia questa l'area discussione adatta ad
affrontare tutto ciò.
C'è però un elemento che mi pare non possa sfuggire. Che la destra non è
Ezra Pound. E' altro. Storicamente è altro. E' la difesa del privilegio,
è la difesa del potere di pochi contro quello di tanti. E' oligarchia
contro democrazia. E' diritto delle imprese che si fanno assolute, che
si fanno "filosofia", contro i diritti del lavoro, dei subordinati.
Questo è stato nel secolo appena concluso lo scontro destra-sinistra.
Sia chiaro: non dico affatto che qui ci sono i buoni, di là i cattivi.
Credo che le degenerazioni del mondo che si richiamava alla difesa del
lavoro siano state tali e tante che non valga la pena neanche
soffermarvici sopra. L'Urss, lo stalinismo, la fine della democrazia
chiesta in nome della democrazia. Tragedie che infatti hanno portato
alla sconfitta, dura, inappellabile, forse una delle più belle utopie
della filosofia. Ma anche questo non credo sia tema di discussione in
questa mailing.
A me interessava di più, l'altro aspetto. Se esistano o no le ragioni
della differenza fra destra e sinistra oggi. Nell'epoca digitale.
Purtroppo la penso diversamente da alcuni di voi (cosa che mi impedisce
di aderire al PP). Per capire: credo che tutto ciò che blocca la libera
diffusione della cultura non avvenga per errore. Per sbaglio di
qualcuno. Credo che il trusted computin, così come le leggi sul
copyright, così come i drm siano solo i segnali "moderni" di una volontà
di dominio. Di un gruppo ristretto di persone su milioni di altre
persone. Di una oligarchia contro la massa. E questo mi riconduce, con
formule nuove ovviamente, esattamente alla divisione che ho conosciuto:
di là la destra, quella che nega i diritti, che nega la diffusione del
sapere - perché il sapere diffuso minaccia le oligarchie - di qua chi si
batte per superare ogni forma di digital divide. Di qua, chi prova ad
organizzarsi per sconfiggere quei poteri. Ovviamente la sto facendo
breve, uso sintes!
i. Ho perfettamente chiaro che pezzi di destra, nel mondo, hanno subito
intuito le possibilità offerte dalla rete e dalle tecnologie digitali.
Basta ricordarsi di Gingrich, uno degli esponenti più reazionari
dell'establishment americano di una decina di anni fa. Che già allora
parlava di "rete libera", di rifiuto di qualsasi condizionamento,
eccetera, eccetera. Ma il suo "libertarismo" in realtà, all'epoca, era
funzionale ai progetti di chi lo sosteneva: lui non voleva più libertà
in rete, nè voleva supeare il digital divide. Lui voleva che alcune
grande compagnie telefoniche - i suoi sponsor elettorali - avessero mano
libera nella costruzione della rete. Ma appunto si ritorna al problema:
destra e sinistra sono parole che hanno ancora un significato. Anche
quando parliamo di diritti digitali.
Ciao
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