[tc] a proposito del partito pirata

Claudio Brovelli MJ1555 a mclink.it
Gio 2 Ago 2007 22:55:50 CEST


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> Date: Tue, 31 Jul 2007 22:52:50 +0200
> From: Stefano Bocconetti <s.bocconetti a mclink.it>
> To: <tc a no1984.org>
> Subject: Re: [tc] a proposito del partito pirata
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> Non volevo suscitare polemiche. 

Nessuna polemica. ogni doscussione e' costruttiva

> Un motivo ricorrente in questa discussione mi sembra 
> questa frase: non esistono più differenze fra destra o sinistra. 

Confermo IMHO la differenza dx/sx e' superata nell'era digitale.

> Di più: non ci sarebbero ragioni per tenere in vita quelle differenze.


Ragioni ahime ve ne sono, ma tutte surrettizie. Lontane dal vero e giustificate da una logica perversa di potere.

 
> A me sembra l'esatto contrario. Certo Claudio, non trovo correttissimo 
> parlare di destra/sinistra citando Ezra Pound e la scuola di 
> Francoforte. 

E questa me la spieghi che proprio no la ho capita.

> A parte che mi piacerebbe sapere a quale Pound si 
> riferiscono i militanti del tuo partito. 

Io faccio riferimento solo al partito pirata. Non ho altri partiti OGGI a cui fare riferimento. 
Poi se dici che nel lontano anno xxxx feci parte di altri partiti, ti rispondo che e' vero, ma non e' storia di oggi.
Per cui ritengo che i militanti del Partito Pirata abbiano, ognuno di loro, la loro particolare percezione del pensiero di Pound o di Marcuse. Indifferentemente da quel che io ne penso.


> C'è però un elemento che mi pare non possa sfuggire. Che la destra 
> non è Ezra Pound. E' altro. Storicamente è altro. E' la difesa 
> del privilegio, è la difesa del potere di pochi contro quello 
> di tanti. E' oligarchia contro democrazia. E' diritto delle imprese 
> che si fanno assolute, che si fanno "filosofia", contro i diritti 
> del lavoro, dei subordinati. 

Quetsa interpretazione e', di fatto, abbastanza vera. Ed e' vera nella misura in cui
la cosiddetta destra moderna dimentica le proprie radici culturali e si piega ad un asservimento alla
volonta' del capitale. Quella che Pound definiva "usorocrazia". Francamente uno schifo.



> A me interessava di più, l'altro aspetto. Se esistano o no le 
> ragioni della differenza fra destra e sinistra oggi. Nell'epoca 
> digitale. Purtroppo la penso diversamente da alcuni di voi (cosa 
> che mi impedisce di aderire al PP). Per capire: credo che tutto 
> ciò che blocca la libera diffusione della cultura non avvenga 
> per errore. Per sbaglio di qualcuno. Credo che il trusted computin, 
> così come le leggi sul copyright, così come i drm siano solo 
> i segnali "moderni" di una volontà di dominio. Di un gruppo ristretto 
> di persone su milioni di altre persone. Di una oligarchia contro 
> la massa. E questo mi riconduce, con formule nuove ovviamente, 
> esattamente alla divisione che ho conosciuto: di là la destra, 
> quella che nega i diritti, che nega la diffusione del sapere 
> - perché il sapere diffuso minaccia le oligarchie - di qua chi 
> si batte per superare ogni forma di digital divide. Di qua, chi 
> prova ad organizzarsi per sconfiggere quei poteri. Ovviamente 
> la sto facendo breve, uso sintes!

Ok. Di la i cattivi. Di qua noi, i buoni, i pirati.
IMHO usare le etichette di dx/sx e' un errore storico, ma se ti aiuta a semplificare,
se concettualmente ti aiuta a comprendere, allora sappi che io (dal tuo punto di vista)
sono di estrema sinistra. Non lo sono dal mio punto di vista, ma poco importa, visto che si tratta solo di individuare etichette ottocentesche.



> Ho perfettamente chiaro che (cut)si ritorna al problema: destra e sinistra 
> sono parole che hanno ancora un significato. Anche quando parliamo 
> di diritti digitali.
> Ciao

Sempre IMHO: parlare di destra storica o di sinistra storica e' una falsa lettura di quello che il PP 
nel suo piccolo vuole proporre.

Io credo che da una parte ci siano le persone che sanno cosa e' la rete,
sanno cosa essa puo' dare al mondo e IMHO chissenefrega se sono arrivati a questa comprensione
leggendo Pound, Marcuse, Evola o Marx.

Dall'altra parte ci sono le persone che sanno cosa e' la rete,
decidono di dominarla, e chissenefotte se nel loro bagaglio culturale c'e' Pareto,
Nietzsche, Andreotti o Stalin.

In mezzo, come sempre, ci sono le persone che della rete sanno solo che bisogna cliccare sulla e.
Che ci sono i pedofili. Che c'e' un sacco di musica e di tette da scaricare. E sono la maggior parte.

Ripeto, io non la vedo piu' come una contrapposizione tra le ideologie novecentesche denominate dx o sx.

Ancora di piu'. Lo vedo come un falso problema. E come ogni falso problema e'da rimuovere, perche' impedisce la piena comprensione 
di quello che sta avvenendo.

Brutalmente parlando. Con internet e con il digitale siamo arrivati ad un nuovo anno zero.
Oltre il modem, come oltre la morte siamo tutti uguali.

La differenza e' tra chi vuole che questa eguaglianza sia sinonimo di crescita, evoluzione e liberta'
(noi, i pirati)
e chi vuole che questa eguaglianza sia sinonimo di controllo, programmazione e sicurezza.
(loro, i cattivi)

Per assurdo ricordo di una battaglia condotta da autistici in difesa di un sito di estrema destra razzista.

Liberta' di pensiero e parola, anche se nel tuo sito mi dici che i froci devono morire tutti. Io sono frocio 
e voglio che tu possa dirlo.

Per fare il salto tra le esigenze otto/novecentesche delle destre e delle sinistre storiche
e la posizione di chi ritiene (come il PP) che tali posizioni siano superate, bisogna avere ben 
chiaro che si passa da una economia della copia unica ad una economia della abbondanza. 

Cambiando tale prospettiva diventa immediato  IMHO comprendere che le ragioni storiche ed economiche delle 
vecchie dx e sx non hanno ragione di essere nel mondo digitale.

Il solo oggetto del contendere e', semmai, la modalita' di accesso a tale abbondanza ed il suo controllo.

Ma questo non dipende piu' da ideologie, dipende solo dalla volonta' di sfruttamento economico o dalla
volonta' di asservimento della popolazione ad un pensiero unico.

E per citare di nuovo la scuola di Francoforte torno a parlare di democrazia come falsa liberta'
o di usorocrazia poundiana. Ma pur sempre estrapolando tali concetti dal contesto in cui sono nati.

Spero di avere spiegato.

cla






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