[tc] Apple ed EMI eliminano il DRM

marco schiavone tc a xluve.com
Lun 2 Apr 2007 22:06:52 CEST


On Apr 2, 2007, at 9:06 PM, Alessandro Bottoni wrote:

> Giacomo Petronio ha scritto:
>> Una volta si parlava di "valore aggiunto" di un prodotto per poterlo
>> vendere ad un prezzo maggiore. Ora si parla di "valore tolto" per
>> poter vendere la stessa cosa (un brano non compresso privo di DRM
>> acquistabile con un CD per esempio) ad un prezzo maggiore!
>
> Molto bello questo concetto di "valore tolto". Lo posso usare per un
> articolo?
>
>> Allora i casi sono 2:
>> - Per comprare musica meno compressa paghi di pił e allora i 30 cents
>> aggiuntivi sono da imputarsi sulla maggiore qualitą audio. (Cosa che
>> personalmente ritengo inaccettabile).
>>
>> - Il diritto di acquistare musica senza restrizioni della libertą
>> personale si paga. (Cosa che spero TUTTI ritengano inaccettabile).
>
> Concordo pienamente.
>
> Nonostante il can-can dell'annuncio, restano attaccati al loro modello
> di business tardo-bizantino. Non mi resta che augurare loro il solito
> attacco fulminante ed incurabile di emorroidi...

In questo caso cosa intendete per valore tolto?

Che l'introito inferiore che rischia il venditore, perche' vende
materiale piratabile, e' il valore (per il venditore) tolto che
giustifica l'innalzamento del prezzo?

O che il "valori" tolti sono il DRM e la compressione (quindi al
prodotto) che giustificano il prezzo piu' alto?

In tutti e due i casi c'e' comunque uno spostamento di prospettiva.
Da quella che metteva in primo piano l'acquirente , per il quale si
poteva parlare di valori aggiunti, a quella che mette in primo piano  
il venditore,
che rinuncia a certe protezioni a suo vantaggio, rinuncia a imporre  
certi
sigilli e veti, e ti da' un prodotto piu' caro perche' meno menomato.

Pero' non capisco lo stesso i motivi di dissenso.

Il mercato era ante-bizantino, ora siamo arrivati a tardo-bizantino,
e' ignobile ma e' pur sempre qualcosa di grande.
Mi stupirei di una persona che andando a signorine si trova
poi deluso perche' c'era poco sentimento.
Da oggi vi si offrono signorine consenzienti e non maltrattate,
per un po' di soldi in piu'. Non e' poco, e' un passo grande
in quello che era un deserto di speranze.

Inoltre - secondo me - la qualita' con cui e' riprodotta
un'opera d'arte/prodotto e' un parametro che
credo accettabilissimo  per discriminare sui prezzi.

I posti migliori a teatro si pagano? L'alta fedelta' si paga?
Gli spesso inutilissimi cavi con connessioni dorate
si pagano? I libri con riproduzioni cosi' cosi' di opere d'arte si  
pagano meno
di quelli a formato grande e colori pieni?
Perche' non pagare la qualita' nell'audio?
Il mio sogno e' sempre stato di permettere la circolazione
gratuita della musica in bassa qualita' o su mp3 scarso
(tipo le edizioni economiche dei libri, anche se e' un concetto diverso)
e a pagamento per alta "risoluzione", alta dinamica,
tracce separate, packaging, testi, bonus e quel che vi pare.

Non riesco a considerare inaccettabile il vendere
musica ad un prezzo piu' basso quando e' minore la qualita'
con cui e' codificata, esattamente come funziona per le
stampe di opere d'arte o per le videocassette contro i DVD-HD.

Anche il diritto di acquistare musica senza restrizioni
della propria liberta' e' qualcosa che in questo contesto
vale la pena di pagare, visto che il mercato non ha reagito
bloccandosi, quando questa liberta' e' stata tolta bellamente.

Vorrei mi convinceste che ho torto.

ciao


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