[tc] Proposta 1: Linux for the masses

Alessandro Bottoni alessandro-bottoni a libero.it
Sab 8 Lug 2006 15:28:41 CEST


Davide Prina ha scritto:
>> Personalmente, non ho digerito che, nel momento in cui hanno dovuto
>> consigliare una alternativa a windows, alcuni osservatori professionali
>> siano arrivati a consigliare un altro sistema operativo proprietario
>> come macos. Questa è una sonora sconfitta per il pinguino.
> 
> perché mai?
> Ogni persona ha le sue idee e quindi ogni possibile osservatore può 
> consigliare una soluzione differente.

Certo, ma in questa occasione, noi, come sostenitori della libertà sulla
rete e della responsabilizzazione dell'utente, abbiamo perso una
battaglia. Personalmente, mi brucia.

> Balle! L'utente non è obbligato ad usare software libero, se lo fa lo fa 
> per sua scelta.

Non è questo il punto. Il software di questa generazione (Mozilla, OOO,
Linux) è sempre il frutto di sforzi collettivi che coinvolgono migliaia
di persone. Non c'è un programmatore che regala qualcosa a qualcun'altro
ma una collettività che, con le sue liti ed i suoi compromessi, sviluppa
ciò che le serve. L'utente è un elemento attivo di questo processo, non
passivo. Partecipa al processo eseguendo del testing, fornendo del
feedback e magari traducendo software e docu. Ha diritto di parola.
Anzi: ha l'obbligo di parola. Lo sviluppo software, come molte altre
attività umane, è una attività customer-driven.

E' tempo che l'utente dica cosa gli serve. Diversamente la
programmazione diventa una attività onanistica.

> tale impresa non sta combattendo nessuna battaglia ... sta soltanto 
> cercando di massimizzare i profitti minimizzando i costi.

Per massimizzare i profitti minimizzando i costi deve crearsi un
mercato. Qui gli stiamo dicendo cosa vuole da lei il suo mercato. Tra un
po' gli chiedo dei soldi per il servizio, esattamente come fa da sempre
Accenture.

CU

Alessandro Bottoni



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