[tc] Proposta 1: Linux for the masses

Alessandro Bottoni alessandro-bottoni a libero.it
Ven 7 Lug 2006 18:42:39 CEST


Mi rendo conto di avere involontariamente scatenato un flame con il mio
messaggio sul Mac. Chiedo venia. Cerchiamo di tornare sul "costruttivo",
se non addirittura sul "concreto". Visto che i problemi sono due, vi
invio due messaggi.

Cominciamo da Linux. Ecco quello che, secondo me, si può fare per
rendere Linux compatibile con il mercato di massa (prevalentemente
Desktop, anche se la suddivisione server/desktop andrebbe superata).

NOTA: Smetterò prontamente di "pretendere" delle cose dal software open
source in tutti quei casi in cui mi si potrà dimostrare che il software
in questione non prende finanziamenti dalle aziende per il suo sviluppo.
Pensate a Red Hat, Mandriva, SuSe/Novell e poi ditemi se faccio male a
pretendere un prodotto di elevata qualità da queste aziende. Sono
_loro_, queste aziende, a voler competere con Windows, non io. Allora,
per competere con Windows si fa come spiegato qui di seguito.
Diversamente, possiamo tornare a tiraci delle seghe con Minix ed a
lavorare con Windows.

0. Linux "Standard"
Due distro sono una distro di troppo. E non venitemi a parlare di
libertà di implementazione. Se c'è una cosa che sta veramente affossando
Linux è la assoluta mancanza di standard condivisi, esattamente come è
già successo negli anni '80 con gli Open Systems (IBM AIX, SunOS,
Digital Ultrix, SGI Irix e via dicendo). LSB e freedesktop.org sono
iniziative sacrosante che vanno nella direzione giusta.

E' ora di pretendere che il software disponibile si possa installare
indifferentemente, e con sicurezza dei risultati, su qualunque distro
(senza compilare). E' ora di pretendere che in ogni desktop (KDE, Gnome,
XFCE, Fluxbox) siano presenti tutti gli strumenti di gestione necessari
(per gestire il desktop ed il sistema) e che siano sostanzialmente
uguali come GUI. Solo così si può creare una "cultura diffusa di
sistema" paragonabile a quella che esiste in ambiente Windows. Solo così
si possono scrivere libri ed articoli, e tenere corsi, che siano utili a
tutti. Solo così si può raggiungere la "massa critica" che fa
sopravvivere un prodotto sul mercato.

Sviluppare prodotti alternativi sarà sempre possibili, ma il "default",
il prodotto su cui si ricade in assenza di alternative, deve essere
usabile e affidabile.

1. Installazione di Linux
Ci vuole chiaramente un sistema _standard_ per installare Linux _a
fianco di Windows_, in modalità dual boot. Sia mandriva che SuSe hanno
degli ottimi installer. Si tratterebbe di replicare le loro funzionalità
in un installer Open source "standard". Anaconda, l'installer di Red Hat
e Fedora è Open Source ed è molto simile a quello di Mandriva. Si
potrebbe e si dovrebbe partire da lì, aggiungendovi magari un
partizionatore decente (quello di red hat non è open source). Si
potrebbe usare il già ottimo gparted, che è open.

E' ora di pretendere un installer standard decente. Se poi quelli
proprietari delle distro sono meglio, ben venga.

2. installazione del software
ci vuole chiaramente qualcosa che somigli molto a apt e synaptic. Ma
soprattutto è _fondamentale_ che vengano resi disponibili i package in
questo formato _standard_. Di software installer "ottimi" per Linux ce
ne sono dozzine (RPM, YUM, URPMi, AutoPackage, etc.) ma sono tutti
castrati sul nascere dal fatto che i programmi più interessanti sono
disponibili quasi sempre solo come sorgenti da compilare. O ci decidiamo
a passare ai port di bsd e/o ai portage di gentoo oppure è tempo di
superare questa situazione.

E' ora di pretendere dagli sviluppatori la creazione dei package
standard adatti ad un sistema standard.

3. Gestione ed amministrazione del software e del sistema
Una volta installato, il software va configurato e gestito. Qui
veramente Windows fa le scarpe a metà delle distro Linux (ed a qualunque
 altro Unix, a parte MacOS X). Su Linux ci sono degli RPM che non
installano nemmeno la voce necessaria a lanciare il programma nel menù
di sistema. Una parte dei programmi applicativi non dispone ancora di
veri strumenti di amministrazione grafici e _standard_. Spesso bisogna
ancora litigare con dei file di testo (fluxbox, per esempio). Come si
può pensare che l'utente si trovi a proprio agio in queste condizioni?

E' ora di pretendere che ogni programma abbia i suoi strumenti di
amministrazione _standard_ e _grafici_. E' anche ora di pretendere degli
strumenti di amministrazione del sistema altrettanto grafici e standard.

4. Gestione dell'hardware
L'hardware sta andando in una direzione sempre più proprietaria ed
ostile al mondo open. Qui si può intervenire solo riuscendo a far varare
delle leggi adeguate a garanzia della utilizzabilità dell'HW da parte di
diversi S.O. Non c'è nessuna soluzione "tecnica" possibile a questo
problema.

E' ora di pretendere un intervento legislativo in questo senso.

5. Desktop
Diciamocelo: XGL è un giochino da segaioli e le varie fotocopie di
metacity (kompose e cazzate varie) non sono meglio. I problemi del
desktop non sono questi (ombre, trasparenze, effettini suggestivi e
nemmeno un desktop 3D). Sarebbe ora di cominciare a pensare a cose
serie, come la completezza e la organizzazione del menù di sistema.

E' ora di pretendere un desktop "curato" ed usabile, come quello di SuSe
e Mandriva, su qualunque distro ed in qulunque condizione.

6. Gestione dei servizi
Possibile che solo mandriva abbia un tool grafico per accendere e
spegnere i servizi di sistema (NFS, Apache, etc.)? Possibile che solo in
rarissimi casi siano disponibili i tools grafici necessari per
configurare e per gestire a run-time questi servizi? Perchè un povero
sysadmin deve _obbligatoriamente_ ricordarsi a memoria la sintassi di
ognuno di questi cazzo di client a linea di comando? Giorni fa, sul web
ho trovato un progetto open source per lo sviluppo di tools di
configurazione e amministrazione dei principali servizi. Ora non riesco
più a trovarlo ma quando lo ritrovo gli faccio un monumento. Parola!
strumenti _standard_ e _grafici_ per la gestione dei servizi di sistema
sono _necessari_ se si vuole competere seriamente con Windows, anche in
ambito server.

E' ora di pretendere strumenti di gestione dei servizi all'altezza del
mercato.

7. Formati
Qui ci vuole una legge: "non puoi rilasciare sul mercato italiano un
programma che non permetta di esportare correttamente i suoi file anche
in un formato open supportato da almeno un altro programma, prodotto da
un'altra azienda o, meglio ancora, da un programma open." O ti rendi
"leggibile" ed "interoperabile" o vai a vendere la tua robaccia altrove.
Punto e basta.

Che ne pensate? Non sarebbe forse il caso di prendere una posizione
chiara, come gruppo/i di utenti, su questi temi?

Alessandro Bottoni

PS: Non ce l'ho con la riga di comando. E' solo che penso che non sia
l'approcio giusto per il mercato "vero", quello dove la gente ha di
meglio da fare che ricordarsi la sintassi di sql per pilotare mysql dal
client a caratteri. La riga di comando _deve_ esistere e _dovrà_ sempre
esserci della gente che è in grado di usarla. Non è però sensato
pretendere che siano obbligati a farlo tutti gli utenti, soprattutto se
si vuole andare sul desktop a confrontarsi con Windows. Le GUI non sono
solo "belle", sono soprattutto utili e sensate da un punto di vista
ergonomico. Se così non fosse, i MacIntosh e Windows non sarebbero mai
esistiti.




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