[tc] Spagna anti P2P

Nicola A. Grossi k2 a larivoluzione.it
Mar 4 Lug 2006 09:33:30 CEST


Alberto Stracuzzi Scrive: 

> On Mon, 2006-07-03 at 18:39 +0200, Nicola A. Grossi wrote: 
> 
>>   
>> 
>> Hanno applicato l'EUCD, punto.
>> Cosa c'entra il p2p?
> 
> Quasi nulla se non indirettamente: l'imposta colpirà anche le chiavette
> USB e gli hard disk dove puoi immagazzinare la tua 'copia privata' del
> cd, dvd ecc.
 

Da noi la paghi su tutti gli apparecchi di registrazione e i supporti 
vergini idonei alla riproduzione per uso personale di fonogrammi e 
videogrammi.
Con piccole eccezioni: floppy-disc per computer, microcassette audio 
destinate alle segreterie telefoniche ed ai dittafoni, memorie digitali non 
dedicate con capacità inferiore a 32 megabyte.
Non per questo, malgrado la legge Urbani (che la Spagna non credo proprio ci 
invidi), in Italia il P2P NON è illegale e a maggior ragione non è illegale 
in Spagna.
Non capisco proprio come facciano a venir fuori bufale come "P2P illegale in 
Spagna". 


>> E cosa c'entra Zapatero? 
> 
> Perché la legge che accoglie la direttiva UE è stata votata da un
> bell'arco costituzionale dai fascisti del PP a Izquierda Unida (con
> sostegno piuttosto schierato di PSOE e PP). I suppose.
 

Sì ma non è che non potevano applicare l'EUCD.
Non è che se la sinistra si opponeva l'EUCD non veniva applicata: l'Europa 
ti dà dei tempi per attuare le direttive e se non li rispetti ti sanziona e 
anche pesantemente: quando si applicano le direttive è logico che (ovunque) 
c'è un bell'arco costituzionale che vota: è senso di responsabilità.
Allora bisogna fare un discorso sul tipo di attuazione, tenendo presente che 
poco è lo spazio di manovra lasciato allo Stato membro.
Ci sono paesi, come l'Inghilterra, in cui la copia privata è illegale, 
perché hanno attuato la direttiva senza avvalersi della facoltà di 
instaurare il sistema equo compenso - copia privata.
La Spagna non ha fatto peggio di altri e non poteva fare meglio di altri. 

 

>> In base alla direttiva l'unico modo per consentire la copia privata è 
>> prevedere un sistema di equo compenso. Altrimenti niente copia privata.
>> Che dovevano-potevano fare?
> 
>> Inoltre, le misure tecnologiche di protezione, in base alla direttiva, non 
>> possono non essere legalizzate e non possono essere aggirate.
>> Quindi la contraddizione, se c'è, è nella direttiva.
>> Davvero niente di nuovo sotto il sole.  
>> 
>> Piuttosto bisognerebbe vedere se nel sistema spagolo c'è una norma che 
>> garantisce la copia di riserva e qual'è la sua portata. 
> 
> La copia privata è autorizzata. 
 

Sì ma la copia privata e la copia di riserva non sono la stessa cosa.
Non c'entra l'equo compenso con la copia di riserva. 

Una delle critiche è che se pago una
> tassa su una penna usb significa che posso famri le copie dei miei cd.
> Ma se contemporaneamente diviene illegale aggirare i dispositivi
> antielusione mi ritrovo a pagare tasse che compensano una mia facoltà
> (non diritto) che non posso esercitare. Rapido riassunto di quel che ho
> letto.
> A
 

Sì, sono critiche datate perché è esattamente quello che è accaduto in ogni 
paese (Italia compresa): su questo la direttiva non lascia spazio ad 
alternative.
Però, questo non significa che anche in presenza di DRM il titolare dei 
diritti non sia tenuto a porre in essere accorgimenti tecnici atti a 
consentire ugualmente la copia privata. 

Bisognerebbe sapere cosa dice esattamente, sul punto, la normativa attuativa 
spagnola. 


Inoltre, si tenga presente che la commissione europea, vedendo che il 
sistema equo compenso - copia privata viene attuato male (ad esempio, spesso 
nel calcolo dell'equo compenso non si tiene presente l'apposizione o meno di 
DRM), ha chiesto agli stati membri di presentare le loro "problematiche 
attuative" entro il 14 luglio 2006. 

Non so cosa abbia fatto l'Italia, se vado in commissione cultura prima di 
quella data, lo chiedo. 

 

Saluti,
n.a.g. 





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