[tc] Regalo di Natale del Governo

Claudio Brovelli MJ1555 a mclink.it
Lun 25 Dic 2006 01:54:01 CET


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> Date: Mon, 25 Dec 2006 00:49:46 +0100
> From: Luca Brivio <lucab83 a infinito.it>
> To: tc a no1984.org
> Subject: Re: [tc] Regalo di Natale del Governo
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> 
> Il giorno Thu, 21 Dec 2006 13:40:35 +0100
> "Eduardo Pozio" <eduzio a gmail.com> ha scritto:
> 
> > Il fatto che la Rai metta on line le sue scadentissime trasmissioni
> > in italiano non è un vantaggio per nessuno, è solo una scusa 
> per
> > estorcere il canone più facilmente.
> > In gioco ci sono i contributi di milioni di evasori del canone 
> RAI.
> 
> Credo che tra le trasmissioni interessate (a quanto pare quelle
> finanziate con il canone) ci siano bellissimi reportage, documentari,
> programmi culturali vari che ahimè finora ho potuto vedere soltanto 
> la
> notte.


Si. Da quest'anno paghero' il canone RAI.
Se la RAI mi da la possibilita' di vedere
e fruire del suo enorme archivio (senza rotture di conigli pubblicitarie)
allora credo sia giusto pagare un canone.
E 104 euro all'anno e' meno di quanto mi chiedono tante paytv porno 
per vedere tutto sommato culi e tette e cazzi.
E 104 euro all'anno e' meno di quanto mi chiedono certi siti internet per vedere,
come sopra, fiche e piedi o cacche...


Ma io ho una adsl

A pochissimi Km da dove abito io non vi e' adsl
per cui chi abita li' non puo' accedere se non in minima parte o con alte spese
di connessione a questo servizio.

Comprenderei se chi abita in quelle zone fosse restio a pagare
per un servizio che non puo' avere (se non in minima parte o con alte spese
di connessione)

Per me la RAI non e' "le cazzate" che ci sorbiamo, infarcite di pubblicita'
in TV analogica, ma un content provider di primo rispetto nel settore multimedia
in Italia. Ed una discreta piattaforma di TV streaming  digitale multicanale (rai futura,
rai news 24, e qualcosina di quel genere...)

Ma questi contenuti non sono fruibili in modo "diretto" (guardando la TV analogica -servizio universale-)
ma solo in modo "indiretto" (scaricandoli da internet a banda larga -servizio ad accesso sottoposto alla sua esistenza ed a adesione esplicita, 
oppure tramite satellite o canali digitali. Servizi NON ovunque presenti)

Per cui, venendo a cadere l'universalita' del servizio, 
viene a cadere l'esigibilita' del canone, laddove il servizio 
NON e' fruito (zone non raggiunte da banda larga o utenti non
usufrenti del servizio, seppure residenti in zone raggiunte dal servizio.)

Per cui da tassa di possesso su apparecchi atti a ricevere il servizio
deve diventare tassa di fruizione di servizio, laddove e' fruibile

Questo potrebbe orientare a spalmare i costi del canone rai
sui costi inerenti alla connettivita' a banda larga
sostenuti dall'utente finale.

L'ipotesi non e' peregrina ed e' gia' stata ventilata in altre e ben piu' autorevoli sedi.

Qualcuno potrebbe dire:
"io non usufruisco delle teche RAI, non mi interessano, 
preferisco spendere di piu ma guardare, appunto, le tette...
Non voglio pagare la RAI per cose di cui a me frega na sega." 

A questo qualcuno io risponderei

"fino a che il patrimonio culturale della RAI
sara' di pubblico dominio, il costo individuale ed annuale
del mantenimento e dell'accrescimento di questo patrimonio
e'doveroso per qualsiasi cittadino che potenzialmente ne potrebbe fare uso.
(intendo un utente raggiunto e ADERENTE ad un servizio di connettivita' a banda larga) 

Ferme restando SIA CHIARO le liberta' di fruizione, utilizzo e illimitata
duplicazione. Illimitata distribuzione ( se scarico e masterizzo su dvd "ritratto di donna velata"
per farne dono ad un amico NON raggiunto da banda larga o NON possessore di computer 
o NON sottoscrittore di contratti xDSL, pur abitando in zone raggiunte dal servizio,
o perfino come libero scambio tra amici o sodali entrambi abilitati al servizio)
Tutto OVVIAMENTE senza lucrarci una lira sopra...

SE la situazione sara' cosi', allora il canone dovrebbe essere considerato equo, 
e ripeto doveroso.
Anche se non VUOI usufruire di quel servizio.

Il mantenimento sotto pubblico dominio di un tale archivio e'
costoso
ma e' giusto che la civilta' nazionale se ne faccia carico.

Diverso sarebbe se la RAI diventasse privata od imponesse forme DRM
restrittive.

Prego evitare inutili flame sul fatto che la RAI
sia cmq un media governativo. Questo e' dato per acquisito, ok?

IMHO cla









a veitae a l'e' de grammo denega', comme de grammo sconde



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